SANDON srl

INDAGINI GEOTECNICHE

L'esperienza di oltre 50 anni nella esplorazione del sottosuolo

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Noi eseguiamo indagini geotecniche dal 1954 (oltre a fondazioni speciali: pali trivellati, micropali, etc.). A quell’epoca le indagini erano richieste solo dai progettisti e committenti più avveduti, che volevano conoscere le caratteristiche fisico-meccaniche del suolo sul quale sarebbero state fondate le opere in progetto. Ora vengono fatte eseguire come premessa necessaria alla costruzione perchè sono prescritte dalla normativa vigente.

La normativa

La normativa è attualmente disciplinata dal D.M. 11/3/88, aggiornamento del precedente 21/1/81 emesso in attuazione della legge 02/2/74 n° 64.

Essa fra l’altro dispone:

Sez. B. - indagini geotecniche

"Queste indagini hanno lo scopo di raccogliere tutti i dati qualitativi e quantitativi occorrenti per il progetto e per il controllo del comportamento dell’opera nel suo insieme ed in rapporto al terreno".

Sez. B.3 - ampiezza dell’indagine

"Lo studio geotecnico deve essere esteso alla parte del sottosuolo influenzata, direttamente o indirettamente, dalla costruzione del manufatto e che influenza il comportamento del manufatto stesso (volume significativo)".

Sez. C.3 - opere di fondazione

"I rilievi e le indagini... hanno lo scopo di accertare la costituzione del sottosuolo e la presenza di acque sotterranee a pelo libero ed in pressione e di consentire la valutazione delle proprietà fisico-meccaniche dei terreni".

La normativa dispone dunque che l’indagine geotecnica comprenda l’esecuzione di:

- sondaggi geognostici (almeno uno) per accertare la costituzione del sottosuolo (argilla, limo, sabbia, ghiaia, etc.) e la presenza di acque sotterranee;

- prove penetrometriche in sito o prove di laboratorio su campioni estratti, per la determinazione delle proprietà meccaniche: ovvero dei valori numerici dei parametri di resistenza al taglio (angolo d’attrito e/o coesione) e di deformabilità (modulo di compressibilità di volume o di Young).

Le prove penetrometriche proponibili sono le seguenti:

Vi sono infine i penetrometri leggeri dinamici; la validità di questi è limitata a modesta profondità. La ridotta energia ed il ridotto diametro della punta li rende facilmente influenzabili, in senso troppo ottimistico, anche dalle dimensioni degli inerti incontrati.

 

SONDAGGI GEOGNOSTICI

Il sondaggio geognostico viene eseguito mediante sonda a rotazione autocarrata o su carro cingolato.

I metodi usuali sono essenzialmente due:

La scelta dipende dallo scopo e dal costo. Quando lo scopo è di accertare la natura del terreno (argilla, limo, sabbia, ghiaia, etc.), per correlare correttamente alla resistenza penetrometrica i parametri geotecnici di progetto, è sufficiente, e conveniente, eseguire il sondaggio a rotazione con aste elicoidali continue. Con tale metodo un operatore esperto realizza il campionamento rappresentativo integrale del suolo e rileva la quota delle venute d’acqua.

Dai campioni di terreno coesivo possono essere ricavati direttamente mediante appropriate apparecchiature portatili ("pocket penetrometer" e "vane test") i valori della resistenza a compressione semplice (qu) e della resistenza al taglio (cu). Sono i valori più attendibili che si possano ricavare dai terreni coesivi; valori che le prove penetrometriche non forniscono.

Il sondaggio a carotaggio, che è molto più costoso (almeno il doppio), è giustificato, nell’indagine geotecnica, solo quando abbia per scopo il prelievo di campioni indisturbati di terreno coesivo da sottoporre a prove di laboratorio. Nei terreni granulari sciolti (sabbie e ghiaie) non si prelevano campioni indisturbati neanche col metodo a carotaggio, perchè è praticamente impossibile; si prelevano solo campioni rimaneggiati, come con le aste elicoidali.

Per la maggior parte dei progetti di opere di fondazione non è richiesto e non è necessario sottoporre campioni di terreno a prove di laboratorio (che sono a loro volta costose e richiedono parecchio tempo). I parametri di progetto si desumono dalla resistenza penetrometrica, utilizzando le correlazioni fornite dalla letteratura tecnica più accreditata. Ma per il corretto utilizzo di tali correlazioni è indispensabile, questo sì, accertare la natura del terreno, la granulometria, lo stato di alterazione, il grado di umidità, l’eventuale intercalazione di livelli di torba, etc. Altrimenti c’è il rischio che le correlazioni risultino fasulle.

Nell’aggregato granulare, i valori dell’angolo d’attrito, da correlare alla resistenza penetrometrica, possono variare in più o in meno in funzione della granulometria, della forma e della uniformità dei grani. A parità di densità relativa e di angolo d’attrito, la presenza di mica, che il penetrometro non rileva, può aumentare anche sensibilmente la compressibilità.

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